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ET ITERUM VENTURUS EST

Continua l'estenuante saga dell'avvicendamento del Maestro delle Sagre Ceremonie. Il suo inclito nome passa dalle prestigiose pubblicazioni di sussidio delle liturgie papali alle pagine dei gossip mondani, meritando l'onore del pettegolezzo di Dagospia: http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_29255.html

La portinaia virtuale (Dagospia) riferisce oggi che è ormai cosa fatta la sostituzione di Marini con mons. Camaldo, il primo definito il Don Lurio del Vaticano, il secondo consigliere e amico di Vittorio Emanuele Savoia

Per il Maestro, del quale dovrebbe scadere a breve il mandato ad quinquennium a suo tempo rinnovato da Giovanni Paolo II, sarebbe già pronta la cattedra episcopale della sede di Mantova, dalla quale potrà pascere e guidare la diocesi che già l'attende festevole.

Ciò che lascia perplessi nelle voci diffuse ad arte da Dagospia non è tanto la velenosa serie di epiteti più o meno allusivi onde son fatti oggetto i due prelati, quanto la curiosa puntualità di queste mirabolanti anticipazioni, quasi a voler intralciare l'ascesa di mons. Camaldo al prestigioso incarico. Chi è assiduo agli eventi romani sa bene che le presunte rivelazioni di Dagospia si riferiscono a fatti di alcuni anni fa, e che le intercettazioni disposte dalla Magistratura non hanno portato alcun frutto: fraintendere la terza loggia - che in linguaggio curiale designa la Segreteria di Stato -  con una fantomatica loggia massonica vaticana dovrebbe dar sufficiente prova dell'approssimazione di certe accuse.

Nondimeno, proprio a due settimane dalla nomina ufficiale del nuovo Maestro delle Cerimonie Pontificie, ecco le frecce avvelenate lanciate da qualche mano esperta, non tanto a scherno dell'ormai immarcescibile Maestro, quanto in danno del suo successore.

Evidentemente per le piccate ed austere vedove di Wojtyla il sorriso e la simpatia tutte romane di mons. Camaldo non si confanno allo squallore calvinista delle cerimonie mariniane: esse temono che il futuro Maestro possa riportare sotto le auguste volte della Basilica Vaticana qualche raggio della maestà della liturgia romana, cui Benedetto XVI è certo più incline di quanto non sia alle baracconate da varietà del predecessore. 

Dopo il braccio secolare, qualcuno ha pensato di ricorrere al braccio mediatico...

Pubblicato il 31/1/2007 alle 14.53 nella rubrica Novus Ordo.

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