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Gli eredi di Bugnini continuano a nuocere alla Chiesa

Si apprende da fonte vaticana che nelle scorse settimane si sono svolte delle cene che hanno visto come convitati i Presuli francesi contrari alla liberalizzazione della Messa romana.
Queste sinassi vespertine, imbandite dal Maestro con sapiente tempismo, sono state l'occasione per coordinare l'attivita' dei modernisti contro la persona del Papa, scegliendo argomentazioni, studiando tattiche, decidendo il momento in cui intervenire sui media e soprattutto concordando l'attimo in cui il Pontefice sarebbe stato piu' vulnerabile agli attacchi esterni.
Ora il Maestro si e' allargato all'episcopato tedesco, ripetendo la medesima strategia in modo da far sembrare che la voce corale della Chiesa sia contraria alla liberalizzazione della Messa cattolica.
Attendiamo qualche intervista pubblicata dai giornali alleati - massoni o modernisti poco cambia - in cui affiancare le geremiadi dei poveri Vescovi a qualche nuovo attacco a Benedetto XVI: satira sacrilega, imitazioni velenose, giudizi temerari dell'ex portavoce wojtiliano in pensione.
L'attivita' frenetica del Maestro, gia' manutengolo di Bugnini nella Commissione che ha devastato la Liturgia romana sotto Paolo VI, continua senza posa, nella certezza che per il momento egli rimarra' al suo posto, in difetto di un successore; il candidato alla successione, mons. Camaldo, e' stato casualmente indagato proprio nel momento in cui piu' prossima sembrava la sua nomina, sulla base di intercettazioni in cui i magistrati fraintendono riferimenti pseudomassonici ad una loggia vaticana con l'espressione terza loggia, che designa invece la Segreteria di Stato, che ha sede appunto nella terza loggia del Palazzo Apostolico. Al di la' del merito dell'inchiesta, non stupiscono certe sincronie, in cui si scorge un abile suggeritore: abile anche nel diffondere su Dagospia pettegolezzi ed impietose allusioni alla moralita' di mons. Camaldo, salvo sorvolare su quella di altri protagonisti della vicenda. Tutti reprobi, i buoni Prelati tradizionalisti: e tutti curiosamente immacolati gli zelatori della causa progressista.
Davanti a questo dispiegamento di forze contro la Chiesa ed il Pontefice - che pare avere l'unico torto di esser troppo suggestionabile dal collegialismo ond'egli e' imbevuto sin dalla seconda Sinodo Vaticana - occorre svelare i maneggi del Maestro e dei suoi adepti, prima che qualche mano - dopo aver soppresso la figura dell'assaggiatore del vino per la Messa dal cerimoniale papale - non ne approfitti per infondere nel calice, con gusto rinascimentale, strane pozioni.

Pubblicato il 20/11/2006 alle 10.7 nella rubrica Rito romano.

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