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ET PORTAE PARADISI NON PRAEVALEBUNT ADVERSUS EAM...

Quando ho aperto questo blog ero animato dalla piu' sincera speranza che la fine del pontificato di Giovanni Paolo II e l'ascesa al soglio pontificio di Benedetto XVI potesse finalmente porre fine allo strapotere dei modernisti. Le notizie che giungevano dalla Curia romana parevano confermarmi nella mia persuasione che quasi trent'anni di dittatura dei wojtiliani non avrebbero impedito al nuovo Papa di riportare la navicella di Pietro sulla rotta dell'ortodossia e della disciplina.

Ahime' devo ricredermi. E mi permetto di parafrasare le parole della Sacra Scrittura per chiedermi se oggi le forze del bene non abbiano ad infrangersi contro gli scogli del modernismo, dell'ecumenismo, dell'apostasia, quasi vi fosse una promessa infernale, secondo cui "portae paradisi non praevalebunt adversus synagogam Satanae".

Sono davvero stanco. Stanco di sperare che il Pontefice voglia prendere atto del fallimento del detestabile Conciliabolo Vaticano II; dei danni causati dall'orribile riforma liturgica di Bugnini e dei suoi eredi; del laicismo blasfemo che nega a Cristo la Sua divina regalita' sulla societa'; del collegialismo che spodesta il Papa per spodestare Colui di cui egli e' Vicario; del diritto dei cattolici di esser guidati da Pastori di sicura fede e di salda moralita', anziche' da effeminati immorali o da eretici; dello sfascio morale e disciplinare del clero, ribelle ed ignorante per scelta. Egli lamenta flebilmente gli effetti, senza vederne le cause prossime e remote. Deplora timidamente gli abusi, senza avvalersi della Autorita' Apostolica che gli da' potere immediato sui propri sudditi, specialmente ecclesiastici. Propone circostanziando, anziche' imporre autorevolmente comminando giuste pene ai trasgressori.

Diritti per tutti: diritti per chi celebra la Messa di Halloween con la maschera da cane e fa amministrare la Comunione da femmine vestite da diavoli; diritti per chi adotta il travestitismo come prassi di vita e lascia la talare o la veste prelatizia ad ammuffire nell'armadio; diritti per chi insegna dalle cattedre cattoliche vere e proprie eresie; per chi profana la santita' dell'Ordine Sacro e zela per la distruzione della Gerarchia; diritti per i frati che violentano suore, per i sacerdoti che ingravidano la propria perpetua e la costringono ad abortire, per quelli che non accorrono al letto del morente per amministrare il Viatico perche' si abbandonano in squallidi bordelli ai vizi piu' turpi, nell'omerta' pavida del proprio Vescovo.

Ma nessun diritto per chi veste l'abito talare, per chi celebra la Messa romana, per chi predica ed insegna la dottrina cattolica, per chi vive nella penitenza e nell'abnegazione. Nessun diritto per chi contesta l'errore e lo combatte. Nessun diritto per chi implora da decenni il ritorno del vero cattolicesimo sociale contro il populismo democraticista di matrice conciliare.

A questo punto, visti i numerosi impegni e lo scarsissimo appoggio ottenuto sinora (quasi solo critiche aspre e sterili, e pochissimi incoraggiamenti), ho deciso di interrompere l'aggiornamento del blog e di impiegare il mio tempo altrimenti. Lo sforzo profuso sinora finisce qui. e finisce anche l'aggiornamento dell'Archivum Liturgicum, visti i costi che esso comporta e la mancanza di qualsiasi sostegno da parte di tanti che pur si fregiano del nome vuoto ed altisonante di tradizionalisti.

Nunc dimittis servum tuum, Domine...

Pubblicato il 14/11/2006 alle 12.1 nella rubrica Diario.

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